Migliore macchina da caffè americano 2020: Guida all’acquisto

Migliore macchina da caffè americano

Quali sono le migliori macchine da caffè americano del 2019?

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Come cambia il funzionamento rispetto alle classiche macchinette?

Che ci siano differenze abissali, tra il caffè italiano e quello americano, è noto a tutti; quel che invece non è troppo chiaro è cosa cambi tra le macchine da caffè europee e quelle che si usano Oltreoceano.

Il funzionamento di quelle proprie degli Stati Uniti è semplice, ma assai diverso da quelle da espresso: il caffè si mette all’interno di un filtro, sul quale verseremo a sua volta dell’acqua bollente. Una volta portata a termina questa operazione, si potranno estrarre dai chicchi già macinati gli aromi e fare in modo, poi, che la miscela venga gradatamente versata all’interno di una tazza o di un’apposita brocca in un materiale termico.

Al palato, la differenza sta tutta nell’intensità: l’espresso, estratto ad alta pressione, è molto più forte e concentrato, mentre il caffè americano ha un sapore più delicato che è frutto di un insolito mix tra aromi differenti.

Il risultato è quello che in America è comunemente noto come filtered coffee, il tipico caffè filtrato che è possibile ottenere con le macchine da caffè americano.

Come scegliere la migliore macchina da caffè americano?

Se s’intende acquistare la migliore macchina da caffè americano, bisogna prestare la massima attenzione ai requisiti degli apparecchi che andremo ad esaminare.

Ha un valore fondamentale la potenza, ad esempio, che incide sul funzionamento e sulla qualità della miscela stessa. Un motore efficiente estrarrà il caffè velocemente e ad arte, abbattendo peraltro i tempi di erogazione del caffè stesso. Meglio optare per una macchina particolarmente potente, quindi, se si necessita di un modello ad alta capienza, così da avere la certezza che il caffè sia pronto per tutti in quattro e quattr’otto.

Vale spendere qualche parola anche sul fattore capienza: il caffè americano si beve nella tazza e non nella classica tazzina europea, ragion per cui è meglio orientarsi su modelli che abbiano un serbatoio notevole e grande abbastanza da permettere la preparazione simultanea di un maggiore quantitativo di caffè. Regolarsi non sarà difficile: le aziende che producono questi apparecchi sono solite indicare la capienza, sulla confezione, non in millimetri, ma in tazze, così da agevolare l’acquisto. Ad ogni modo, essendo il concetto di tazza piuttosto labile ed interpretabile, è sempre meglio appurare a quanto ammonti, in litri, la capienza totale della caraffa.

Accertatevi, inoltre, che il serbatoio sia estraibile: seppur questa caratteristica non incida minimamente sul caffè ottenuto e sulle performance della macchina da caffè americano, va da sé che pulirlo in modo accurato sarà molto più semplice se si ha l’opportunità di separarlo dal corpo macchina.

Per quanto riguarda il sistema di filtraggio dell’apparecchio, quello destinato al caffè americano può appartenere a due diverse tipologie: può essere di carta, e quindi usa e getta, ed avere una caratteristica forma conica che è perfetta per contenere la polvere e scongiurare il rischio che la stessa possa in qualche modo confluire nella bevanda finale; il filtro per la macchina da caffè americano può essere anche permanente, come quello tipico delle macchine da espresso, ed essere quindi utilizzato fino a che non presenti segni di usura.

Alcuni dei modelli in commercio, tuttavia, sono predisposti per accettare entrambe le tipologie di filtro, per cui potrebbe essere il caso di optare per uno di essi ed avere così la certezza di poter usare la macchina in più modi e non solo in uno.

Vale la pena spendere due parole in più, adesso, a proposito della qualità del filtro del caffè: non si tratta di un accessorio fine a se stesso ma di una componente fondamentale e da valutare con estrema attenzione, visto e considerato che influenza profondamente il processo di estrazione del caffè: uno di scarsa qualità potrebbe far gocciolare il caffè troppo rapidamente e rendere la miscela troppo acquosa e leggera, oppure, al contrario, eccessivamente densa ed intensa.

Non resta che capire, a questo punto, quali siano le funzioni aggiuntive di cui solitamente dispongono le macchine da caffè americano, così da potersi fare un’idea di quali siano le più utili e comuni:

  • Lo spegnimento automatico è un valore aggiunto per due ragioni: permette di tagliare i costi in bolletta e fa sì che la macchina si spenga autonomamente, evitando pericolosi surriscaldamenti che potrebbero avere conseguenze imprevedibili;
  • Il sistema antigoccia è utile tanto quanto lo spegnimento automatico, perché blocca istantaneamente l’erogazione della miscela nel momento in cui l’utilizzatore della macchina rimuove la caraffa. Il caffè, di conseguenza, non cade sulla piastra riscaldata e non ci sarà bisogno di pulirlo al termine dell’utilizzo;
  • Il timer permette di programmare l’erogazione del caffè americano in anticipo, fino ad un massimo di 24 ore. Una funzione che potrebbe rivelarsi comodissima soprattutto al mattino, perché si potrà gustare subito il caffè senza dover attendere i tempi “biblici” di cui spesso necessita, invece, una moka classica;
  • La piastra riscaldata è un must nelle macchine da caffè americano, ed è comodissima perché permette di mantenere inalterata la temperatura del caffè anche a distanza di tempo dall’erogazione della miscela;
  • La funzione intensità è un lusso e, infatti, è contemplata solo sui modelli particolarmente costosi e performanti. Grazie ad essa si possono regolare sia l’aroma del caffè che l’intensità della miscela, stabilendo a priori i tempi d’infusione e personalizzando così il caffè, facendo in modo che incontri i nostri gusti;
  • La pulizia automatica è rara ma non introvabile. Di certo è utilissima, visto che ha come fine ultimo quello di decalcificare il serbatoio e le condutture interne migliorando, di conseguenza, il sapore del caffè. Questa funzione si ripercuote anche positivamente sulla longevità della macchina: agendo contro il calcare, che come noto rovina gli elettrodomestici, farà sì che la macchina duri più a lungo nel tempo;
  • La funzione mescola è resa possibile da apposite palette che si trovano di default sulla base della caraffa e mischiano il caffè in modo automatico, uniformandone l’intensità e intensificandone il sapore. Si tratta tuttavia di una funzione extra che, di solito, è reperibile solo nelle macchine più sofisticate e professionali.

Ci sono altri aspetti di cui è consigliabile tenere conto al momento di scegliere la macchina per caffè americano da acquistare? Assolutamente sì. La praticità di utilizzo è certamente uno di essi: ha un’importanza decisiva, per cui vale la pena scegliere un modello che si avvii anche solo pigiando un tasto ed evitare, di contro, quelli che necessitano di essere configurati in un certo modo e sono troppo cervellotici.

Anche il design, perché no, vuole la sua parte: sebbene le linee e il colore della macchina non incidano in alcun modo sulla qualità della miscela ottenuta, è chiaro che un apparecchio prodotto con materiali di qualità, e caratterizzato da una resa estetica piacevole, sia molto più appetibile di un modello che invece è oggettivamente scontato e banale.

Sul fronte degli accessori, ancora, accertatevi che la vostra nuova macchina da caffè americano abbia la caraffa in vetro anziché in plastica, ma anche – se il budget lo permette, naturalmente – che abbia il macinacaffè incorporato, un plus che fa sempre comodo e che permette di utilizzare sempre e comunque del buon caffè fresco e appena macinato.

Quale caffè e acqua utilizzare?

L’ultima domanda alla quale riteniamo sia il caso di rispondere, perché lecita e legittima, è: quale caffè è meglio usare e quale acqua si deve utilizzare in questo genere di macchina?

Non c’è una risposta univoca, ma va da sé che una miscela composta da arabica sia sempre una garanzia quando si tratta di preparare del caffè che sia energizzante e gustoso al tempo stesso; inoltre ha un sapore meno amaro che ben si sposa con il fatto che il caffè americano sia meno lungo del classico espresso, motivo in più per scegliere di utilizzarlo come base.

Sono da evitare, invece, le miscele troppo fini, perché l’acqua, essendo erogata senza pressione, non riuscirebbe a passare come necessario. Sono l’ideale quelle medie o grossolane, più adatte a questo genere di bevanda tipica delle zone che si sviluppano al di là dell’oceano.

Anche l’acqua, come preannunciato, riveste un ruolo di primissimo piano: influisce sulla durata della macchina ma anche sul gusto del caffè spesso, il che sta a significare che in linea di massima è meglio evitare quella del rubinetto, spesso troppo dura, ed optare per quella minerale.

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Nel caso s’intenda usare la macchina per caffè americano con l’acqua del rubinetto, ad ogni modo, sarà bene eseguire il più spesso possibile degli appositi cicli di decalcificazione al fine di preservare i meccanismi interni dell’elettrodomestico.

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