Migliori padelle antiaderenti 2020: Guida all’acquisto

Migliori padelle antiaderenti Guida all'acquisto

Di padelle antiaderenti in commercio ce n’è per tutti i gusti, da quelle più economiche a quelle più costose, da quelle di marche sconosciute a quelle di marche stra-blasonate.

Ma effettivamente, quali sono le migliori padelle antiaderenti?

Negli anni abbiamo avuto modo di testarne a decine, e se non avete più voglia di spendere soldi alla cieca date un’occhiata alla nostra selezione. Siamo sicuri che troverete quella che fa per voi.

Migliori padelle antiaderenti del 2020

Best seller della categoria, risalta rispetto ad altre marche per la resistenza del rivestimento antiaderente in teflon (senza PFOA). Questo modello è caratterizzato da bordo alto e diametro variabile, da 20 cm a 40 cm.

Si tratta della stessa padella Agnelli vista poco fa, ma questa si differenza per il bordo basso.

La Ballarini Cortina Granitium offre il miglior rapporto qualità/prezzo sul mercato. Il rivestimento in pietra è a 4 strati ed è rinforzato da particelle minerali. Si può lavare in lavastoviglie ed è resistente agli strumenti metallici.

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Tra le migliori padelle antiaderenti, la Lagostina Ofelia è la scelta economica più valida sul mercato. Il fondo è spesso 4 mm ed è rivestita in materiale smaltato (Meteorite Resistium) a 4 strati perfettamente resistente all’uso di utensili metallici.

Scegliere la migliore padella antiaderente: i fattori da considerare

Sono diversi i fattori da considerare nella scelta della migliore padella antiaderente, ma il più importante è senza dubbio il materiale utilizzato nella sua realizzazione.

Se una volta vi era la credenza che il rivestimento antiaderente fosse cancerogeno, oggi non è più così in quanto ormai le moderne padelle antiaderenti in Teflon (le più popolari) sono sempre caratterizzate dalla dicitura “senza PFOA” (acido possibilmente cancerogeno per l’uomo).

considerare materiale nella scelta della migliore padella antiaderente

Oggigiorno quindi la questione materiale non riguarda tanto la sua possibile tossicità, quanto più una questione di resistenza ai graffi, velocità nel riscaldarsi e diffusione uniforme del calore.

Senza dilungarci troppo, i materiali da preferire sono il teflon, lo smalto porcellanato, la ceramica, l’alluminio anodizzato o le padelle in pietra.

Il secondo fattore da considerare è lo spessore del fondo. Le padelle antiaderenti migliori non sono troppo sottili, così da non deformarsi sotto alte temperature. Ciò potrebbe incidere negativamente sul rivestimento interno e sulle cotture.

valutare anche spessore e peso della padella

Tra gli altri fattori non è da snobbare il peso. Una padella troppo leggera è molto spesso sinonimo di bassa qualità, però una troppo pesante potrebbe essere scomoda per qualcuno.

Il consiglio è di trovare la giusta via di mezzo, o preferire quelle in materiali più leggeri come quelle in pietra.

L’ultimo fattore da prendere in considerazione è il manico. Non deve essere troppo pesante, così da sbilanciare la pentola antiaderente stessa, e non deve essere in un materiale che diventa bollente (preferire rivestimento termico o acciaio inox).

Domande frequenti sulle padelle antiaderenti (FAQ)

Il rivestimento antiaderente è pericoloso per la salute?

No. Come spiegato sul sito della Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro, “la potenziale pericolosità dei tegami antiaderenti è legata alla presenza dell’acido perfluoroottanoico (PFOA)”, quindi basta acquistare padelle con la dicitura “senza PFOA”.

Come pulire una padella antiaderente?

Si deve procedere quando si è completamente raffreddata (lo shock termico provoca il distaccamento del rivestimento) e preferite spugne/panni non abrasivi, salvo diverse indicazioni della casa madre.

In caso di bruciature potreste usare una soluzione di acqua/bicarbonato o acqua/aceto.

Quando si deve buttare una padella antiaderente?

Semplicemente quando il rivestimento antiaderente comincia a staccarsi, o quando il cibo si attacca.

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